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- STIME DEL PIL TEDESCO RIVISTO AL RIBASSO PER IL 2021 -

28-01-2021 18:25

Gabriele Pernechele

Economia, Notizie,

- STIME DEL PIL TEDESCO RIVISTO AL RIBASSO PER IL 2021 -

STIME DEL PIL TEDESCO RIVISTO AL RIBASSO PER IL 2021

Oggi su un notissimo quotidiano economico milanese a pagina 21 si trova un articolo circa le mutate previsioni al ribasso del Pil tedesco per l’anno 2021.

Se precedentemente il Ministro dell’economia Peter Altmaier vedeva il Pil in crescita del 4,4% ora lo stima al 3%.
Questo giustificato dal fatto che la pandemia ha portato ad una frenata nei beni e servizi contraendo le previsioni di crescita della opulenta Germania. L’indebitamento ne ha ovviamente risentito superando ogni limite precedente, polverizzando il principio sempre considerato granitico dello “schwarze null” (zero nero).
L’incremento dell’indebitamento ha portato ad un dibattito all’interno della Cancelleria con funzionari che pensano, riporto fedelmente, sia utile “emendare la Costituzione per permettere in automatico e a determinate condizioni eccezionali di venire meno all’impegno che limita deficit ed indebitamento”.
Le reazioni contrarie ovviamente non mancano ed il rigorismo teutonico vuole il ripristino del limite dell’indebitamento non oltre il 2022.
Se prima la Germania godeva del surplus della bilancia commerciale (esportazioni di gran lunga superiori alle importazioni) che spingeva poderosamente il PIL (ricordo a me stesso la Funzione del reddito Y= C+I+G +NX) tanto da essere il primo Paese esportatore al Mondo anno 2019, ora la situazione si è capovolta.
La Germania soffre di mancanza di domanda interna e le esportazioni non sono in linea con gli anni precedenti.
Prima la situazione di opulenza era dovuta alla posizione dominante che la Germania aveva assunto con l’ingresso del sistema dei cambi fissi (euro), rivalutando l’allora marco tedesco nei confronti di tutte le altre monete nazionali, in particolare la lira italiana.
Credo sia utile un calcolo esplicativo.
Il 31.12.1998 (22 anni orsono) venivano fissati i cambi irrevocabili.
Questo il conteggio che portò al concambio lira italiana/euro.
Cambio (al 31.12.1998) lira italiana/marco tedesco 989,999.
Cambio marco tedesco /euro 1,95583
989,999 x 1,95583 = 1936,27 lire per un euro.
Occorre chiedersi se sia possibile dopo 22 anni considerare nella realtà dell’economia odierna quel cambio “irrevocabile” sostenibile o se debba essere rivisto l’intero sistema dei cambi fissi (euro).
Come calcolare il corretto cambio lira /euro se ancora esistesse la nostra moneta nazionale?
Occorre un ragionamento particolare ma che potrà chiarire le idee.
Lo spread in questo momento (28 gennaio 2021 alle ore 14.27) è di 121 p.b.
Calcoliamo.
989,999 x 0,121 = 119,78
989,999 + 119,78 = 1109,77
Questo sarebbe (se ancora esistesse) il concambio fra la lira italiana e l’euro, cambio molto, molto lontano dalle 1936,27 lire di 22 anni orsono.
La domanda è una sola.
Se la Germania in tutto questo tempo ha (evidentemente) goduto di una posizione dominante con l’utilizzo dell’euro tale da permettergli di diventare il primo Paese esportatore al Mondo, quale senso avrebbe reintrodurre i limiti all’indebitamento per economie che sono state a dir poco destabilizzate da cambi ad ogni evidenza svantaggiosi?
Se la Germania vuole ristabilire il suo “schwarze null” faccia pure ma lasci in pace gli altri Paesi che con cambi sfavorevoli hanno permesso alla Germania la sua attuale opulenza.
Lo faccia se vuole ma non faccia pagare il conto ad altre economie che da ben 22 anni hanno dovuto patire cambi insostenibili.
La mia proposta è sempre la stessa: Italexit – euroexit.

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