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Superbonus 110%: occasione concreta o ennesimo favore alle multinazionali?

11-01-2021 20:00

Celeste Petraroli

Economia, Notizie, Approfondimenti,

Superbonus 110%: occasione concreta o ennesimo favore alle multinazionali?

Superbonus 110%, un’occasione concreta per finanziare da parte dello Stato il risanamento del patrimonio edilizio residenziale privato a costo zero pe

Superbonus 110%, un’occasione concreta per finanziare da parte dello Stato il risanamento del patrimonio edilizio residenziale privato a costo zero per i privati o un escamotage per rifondere denaro pubblico nelle casse di  multinazionali del settore petrolifero e favorire di fatto meccanismi occulti di monopolio dei grossi gruppi imprenditoriali?

 

A cura di Celeste Petraroli, Architetto

Concepito dal Legislatore come provvedimento virtuoso per riattivare l’economia del settore edile conseguendo il duplice scopo di riqualificare con fondi pubblici il parco immobiliare residenziale privato ed eliminare il sommerso in edilizia, di fatto il Superbonus si è rivelato in questi primi sei mesi di applicazione un vero e proprio “boomerang” che ha letteralmente paralizzato il settore dell’edilizia nel nostro Paese, palesandosi come un miraggio di riqualificazioni edilizie energetiche e sismiche a costi zero di fatto inaccessibile per una serie di fattori che proverò sinteticamente qui di seguito ad illustrare.

Il Superbonus è inaccessibile ai più non solo per la tanto lamentata, da parte delle associazioni di categoria, estrema complessità dell’apparato normativo di applicazione, di non sempre chiara interpretazione e pieno di cavilli normativi e burocratici, né  pure per i problemi legati alla situazione tutta italica della grande diffusione degli abusi edilizi che di fatto impediscono di accedere ai benefici fiscali, salvo siano essi di lieve entità, o per il breve lasso temporale di applicabilità dello stesso, inizialmente di un solo anno ora prorogato di ulteriori sei mesi ma solo per i Condomìni.

 Per tutte le suddette tematiche rimando chi voglia approfondire ai numerosi articoli reperibili sui principali canali di informazione ed alle informazioni fornite direttamente dai suddetti Enti.

Il Superbonus è inaccessibile ai più, ovvero a tutti coloro che sono in regola con le conformità urbanistiche ed edilizie e che potrebbero potenzialmente accedervi, soprattutto per ulteriori ostacoli posti dai complessi meccanismi di cessione del credito ad opera dei principali  istituti bancari.

Analizzando le offerte dei principali istituti di credito, si nota subito che alcuni non accettino per loro scelta le cessioni dei crediti da parte dei Condomìni, perché in caso di problemi ed intoppi nel meccanismo di elargizione del denaro da parte dell’Agenzia delle Entrate questi sono difficilmente solvibili ed ove la contemplino la penalizzino fortemente  riconoscendo solo la cessione del 50%  del valore totale dell’ammontare dei lavori.

Stesso ostruzionismo è perpetrato dalla maggior parte degli istituti bancari nei confronti delle piccole imprese  o dei professionisti che vogliano cedere il credito maturato nei confronti dei clienti in attuazione del cosiddetto “sconto in fattura”, infatti per questi ultimi la percentuale della cessione riconosciuta mediamente si aggira  sul 70% dell’importo fatturato.

Venendo in ultimo a trattare dei privati proprietari di immobili unifamiliari, le cose parrebbero andare meglio, a questi ultimi infatti gli istituti di credito riservano sì un migliore trattamento per la cessione del credito ma solo a condizione che la cessione venga effettuata a lavori ultimati presentando tutta la documentazione tecnica e fiscale necessaria, in questo caso gli istituti riconoscono la cessione per un valore mediamente pari al 100% e fino ad un massimo del 105% dell’importo complessivo dei lavori.

Per coloro che non abbiano la possibilità di anticipare tutte le spese, le cose si complicano notevolmente nel caso di richiesta di pre-finanziamento, poiché in quest’ultimo caso il cedente, oltre che anticipare comunque tutte le spese professionali fino all’ottenimento dell’autorizzazione edilizia necessaria per poter avviare la pratica di cessione, dovrà essere solvibile e non potrà ricorrere ad eventuali forme di garanzia da parte di terzi, come invece avviene ad esempio in caso di richiesta di mutuo tramite la figura di un garante.

Quindi di fronte a questa situazione, nel caso di Condomìni o di privati non capienti l’unica via per poter  riqualificare i propri immobili a “costo zero ed anticipo zero” è quella di rivolgersi ai grossi gruppi ed alle ben note multinazionali, che già a Luglio 2020 ovvero all’entrata in vigore del “Decreto Rilancio” che istituiva il Superbonus, erano di fatto ben organizzate ed operative sul mercato offrendo ai Condomìni pacchetti ad hoc di cappotti termici e rifacimenti impiantistici con i loro prodotti di mercato attraverso un servizio chiavi in mano comprensivo di tutti i necessari servizi tecnici, di asseverazione e di assistenza fiscale a zero spese e zero anticipi!

La domanda sorge spontanea, ma come hanno potuto e possono operare di fatto queste multinazionali per offrire servizi tecnici così tempestivi e con un’organizzazione così capillare sul nostro territorio? La risposta è semplice, giocando in largo anticipo grazie alle informazioni ricavate attraverso ben noti meccanismi di “lobby” politiche arrivano sempre prime nell’offerta dei servizi e nell’organizzazione fagocitando il mercato come appena osservato e costituendo in molti casi l’unico canale privilegiato per poter ottenere servizi di edilizia, apparentemente alle migliori condizioni economiche, in condizioni di monopolio di fatto.

Al danno perpetrato nei confronti della qualità in edilizia e della libera concorrenza si aggiunge anche la beffa poiché per fare questo questi grossi gruppi hanno di fatto assoldato sul territorio una nutrita compagine di professionisti che, vedendosi impossibilitati ad operare autonomamente, forse perché poco esperti o ritrovandosi forse in estrema difficoltà economica, alla stregua di proletari intellettuali hanno accettato, di effettuare i sopralluoghi e le verifiche tecniche necessarie per la certificazione delle conformità edilizie con mezzi spese e rischi propri ed a prezzi di “discount” un tanto a pratica conclusa, con obblighi a concludere un cospicuo numero di pratiche al mese pena il mancato pagamento di tutto il pacchetto. Mi astengo dal commentare quale etica professionale possa avere un professionista che libero non risulta essere se ridotto alla stregua di un commerciale, con tutto il rispetto per quest’ultima categoria.

Tutto questo continua ad accadere con il “placet” delle Istituzioni, di Agenzia delle Entrate, Enea e degli Enti di rappresentanza delle categorie professionali che in alcuni casi hanno persino patrocinato certe iniziative di detti gruppi, miopi nei confronti di questi meccanismi che ledono di fatto la qualità dell’edilizia stessa e gli interessi dei privati cittadini a vantaggio dei quali il provvedimento legislativo originariamente doveva vertere.

 

A cura di Arch. Celeste Petraroli

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